Letture consigliate

Il podcast del giornale del Master in Comunicazione della Scienza, Sissa
Master in Comunicazione della Scienza
Journal of Science Communication
Innovations in the Communication of Science

Articolo

Web semantico ma ancora poco intelligente

Se ne parla dal 2001, ma la preannunciata rivoluzione non è avvenuta. È stato trascurato l'aspetto umano della tecnologia


"Il 2008 sarà l'anno in cui le applicazioni del web semantico diventeranno popolari", scrive l'analista Richard MacManus sulla rivista online ReadWriteWeb. E a fine mese, nel corso della diciassettesima conferenza internazionale sul World Wide Web che si terrà a Pechino, una sessione sarà dedicata proprio a questo argomento.

Secondo Tim Berners Lee, il papà del web come oggi lo conosciamo, i pezzi sono tutti al loro posto ed è il momento di passare all'azione.

Ma cos'è questo web semantico? "Se lo chiedi a tre persone diverse, avrai tre risposte diverse, anche se sono addetti ai lavori: non c'è una definizione univoca", ci dice Massimo Marchiori dell'Università di Padova.

Fino a oggi le applicazioni basate sulle tecnologie del web semantico non hanno avuto successo tra il grande pubblico.


Web semanti… che cosa?

"È nato con una definizione molto vaga: Berners Lee ha detto che è la tecnologia per far parlare in modo 'intelligente' le macchine e le persone", continua Marchiori.

"All'idea, ha fatto seguire qualcosa di concreto: dei mattoni tecnologici con cui costruirla. Sono pronti, come standard internazionali, ma non hanno avuto grande successo. I computer sanno ragionare velocemente su dati nel giusto formato, e non sbagliano: se gli dai gli ingredienti pronti ti cucinano la pietanza. Il punto è: chi ci mette gli ingredienti? Noi umani che, purtroppo e per fortuna, siamo dei casinari."

La complicata "torre" del web semantico: i mattoni tecnologici sono pronti
La complicata torre del web semantico: i mattoni tecnologici sono pronti (disegno di S. Faubel)

Marchiori sottolinea che "quando si sviluppa un nuovo prodotto, il suo costo totale è la somma di un costo tecnologico – funziona bene se è leggero e tecnicamente elegante – e di un costo sociale – se alle persone che devono usarlo piace. Nel web semantico, dare gli ingredienti giusti faceva parte del costo sociale e questo costo sociale è stato ignorato."

Ma il web semantico ha trovato il modo di uscire dallo stallo. Per due vie molto diverse.

Generalista e casinaro

Nella sessione sul web semantico alla conferenza di Pechino si parlerà di come farsi aiutare dagli "effetti di comunità", di wiki e di reti sociali: insomma di web2.0. "Alla fine è la tecnologia che deve adattarsi all'uomo", spiega Marchiori. "Marketing a parte, web semantico e web2.0 non sono due cose diverse: è la variante 'casinara' della stessa idea."

Le persone danno ai contenuti sul web delle etichette, tag, senza essere vincolate da regole rigide. I computer tentano di estrarne un senso con tecniche più o meno sofisticate prese in prestito dalla ricerca sull'intelligenza artificiale e sul riconoscimento del linguaggio naturale. Secondo Marchiori, "le risposte saranno molto migliori, ma non avranno mai certezza assoluta."

...gli stessi mattoni tecnologici possono essere combinati in modo creativo
...gli stessi mattoni tecnologici possono essere combinati in modo creativo (immagine di Laurian Gridinoc, http://gridinoc.name/b.noise/)

"Quello che limita sul serio il progresso è la velocità delle linee e dei computer, e questa continuerà a migliorare. La costante è l'uomo: non aveva voglia di far fatica cent'anni fa, non ce l'avrà fra cent'anni. Nel futuro, nell'ambito generalista, il web semantico 'casinaro', che tiene conto della nostra pigrizia, avrà successo, la variante dura e pura no."


Duro e puro solo per specialisti

Fuori dalla crescita "casinara" di internet, nelle grandi reti private delle imprese, nei database dei governi o di autorità sopranazionali, il web semantico sta già invece creando isole di informazione specializzate e strutturate.

Il costo sociale, in questo caso, non è un problema: i dipendenti sono pagati svolgere il lavoro compleso e noioso di inserire i dati nel formato stabilito. Le risposte del computer, di conseguenza, sono precise e molto più sicure.

Marchiori prende a esempio l'industria aeronautica: "le migliaia di pezzi differenti sono una specie di rete d'informazione: chi progetta ogni pezzettino è come avesse la sua pagina web. La Boeing, il primo produttore di aerei al mondo, ha battuto i pugni con i suoi ingegneri perché scrivessero i dati, queste 'pagine web', come piacciono ai computer. Fanno più fatica, però poi usando la tecnologia del web semantico riescono ad avere le risposte giuste", risparmiando nella progettazione e nell'assemblaggio.

Le aziende farmaceutiche usano queste tecnologie nella ricerca di nuove cure e gli organismi antiterroristici per cercare di capire chi tenere d'occhio.

( 27 marzo 2008 )


Jekyll © 2000–2009 SISSA, Trieste - Codice Fiscale 80035060328