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Master in Comunicazione della Scienza
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Dossier Trent'anni di Legge Basaglia

Un cavallo in città

Negli anni Settanta cadono a Trieste i primi muri del manicomio. Ma ancora oggi in tutto il Paese i finanziamenti per i servizi territoriali sono troppo scarsi


"La libertà: i muri del manicomio frantumati, la teoria infinita di matti che, dietro al cavallo, esce dalla breccia e si perde per le vie della città [...]Saltarono gli infissi, i vetri. Caddero calcinacci e mattoni. Marco Cavallo arrestò la sua corsa nel prato, tra gli alberi, ferito e ansimante, confuso all'azzurro del cielo. Gli applausi, gli evviva, i pianti, la gioia guarirono in un baleno le sue ferite. Il muro, il primo muro era saltato."

E' la storia raccontata da Peppe Dell'Acqua , di Marco Cavallo: la "macchina teatrale" che rompe le mura del manicomio di Trieste.

Era il 1973. Poi "la breccia si è allargata a dismisura da cancellare il manicomio stesso".

Distruzione di un paradigma secolare

La legge 180, che confluì nella 833 del 23 dicembre 1978 istitutrice del Servizio sanitario nazionale, regolamentò il trattamento sanitario obbligatorio e permise lo sviluppo dei servizi di salute mentale territoriali.

La legge, anticipata nel 1975 dall'apertura dei primi Centri di salute mentale, nacque in un contesto di politiche di de-carcerazione e de-istituzionalizzazione che portarono al passaggio da una psichiatria basata sull' internamento a una pratica di lavoro sulla salute mentale nella comunità.

L'anima della riforma è fondata su inclusione, restituzione e costruzione dei diritti per le persone affette da disturbo mentale, mentre secondo la vecchia legge del 1904, il malato era "pericoloso a sé e agli altri", "di pubblico scandalo", da curare, custodire e talvolta carcerare nel manicomio.

Matilde Zacchigna - Mental Hospital. Institution control www.lunadirimmel.it
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Con la 180, invece, chi è affetto da malattia mentale ha diritto alla cura volontaria nella comunità, facendo crollare il paradigma che legava la malattia mentale alla pericolosità sociale e restituendo ai malati la loro cittadinanza e inclusione nella vita sociale.

Applicazione a macchia di leopardo

Dal 1978 a oggi si sono sviluppate varie strutture quali i centri di salute mentale, alcuni aperti sette giorni su sette sulle 24 ore, i gruppi-appartamento e le case-alloggio.

Le prime realtà a sviluppare e riempire di contenuti qualitativi la legge 180 sono nate in Friuli.

A Trieste, dove Basaglia restituì ai matti il loro posto nella società aprendo le porte del manicomio, è cresciuta una grossa rete di iniziative. Oltre 15 cooperative sociali lavorano sul territorio per favorire la reintegrazione dei pazienti nella vita sociale.

Negli ultimi anni numerose Regioni si stanno dimostrando molto attive, ma permangono significative differenze da una Regione all'altra.

Sono inoltre attive numerose strutture private, nelle quali vengono applicati anche alcuni dei vecchi trattamenti terapeutici come l'elettroshock .

Matilde Zacchigna - Mental Hospital. Price of madness www.lunadirimmel.it
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Le strutture private convenzionate con il Sistema sanitario nazionale, ricevono finanziamenti cospicui per ogni posto-letto occupato. Naturalmente questo comporta una diversa convenienza alle politiche di deospedalizzazione dei ricoverati.

Nuove prospettive

Dal Libro Verde della Commissione Europea sulla salute mentale (2005) emerge un'Italia per una volta all'avanguardia.

In Europa un cittadino su quattro è affetto da patologie mentali e l'incidenza di queste patologie sul totale della popolazione è in aumento.

L'Italia, come tutti i Paesi mediterranei dell' Europa, registra un basso numero di morti suicidi: nel 2002, per esempio, sono stati 6 ogni 100 mila abitanti, mentre la media nei diversi Paesi europei oscilla tra i 15 e i 25 suicidi.

La situazione italiana registra un 3% di popolazione con problemi psichici, 1066 pazienti ricoverati, 1370 strutture delle quali il 70% aperte 24 ore su 24, a fronte di una spesa per la salute mentale tra le più basse tra i Paesi europei che si attesta intorno al 3% dell'importo totale delle spese per la salute (il livello minimo indicato dagli esperti è il 5%).

Il dibattito politico attuale vede da una parte la volontà di mantenere le conquiste fatte in tema di diritti umani prospettando la continuazione del lavoro sul territorio. Sull'altro fronte, al contrario, ci sono forze e iniziative che favorirebbero il ritorno al ricovero per tutti e all'utilizzo diffuso dell'elettroshock che oggi è presente in undici centri italiani.

( 13 maggio 2008 )

La 180 cancellando lo stigma della follia ridiede voce ai matti. Ma resta ancora molto da fare perché la legge sia pienamente applicata e il disagio mentale non pesi troppo sulle famiglie.


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