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Recensione

Tornano le api

"La scomparsa delle api" di Sylvie Coyaud (2008, Mondadori editore, 231 pagine, 15 euro)


La scomparsa delle api annuncerebbe quella dell'umanità, dice una profezia attribuita a Einstein.

Se, negli ultimi due anni, questo scenario apocalittico sembrava incombere, con l'inizio del 2009 sembra invece che possa attendere ancora un po'.

Dalla California arrivano i dati che assicurano un'inversione di tendenza rispetto agli anni passati.

Ritornano le api e gli insetti impollinatori.

Ma i motivi di queste oscillazioni sono ancora poco noti.

Sulle tracce delle cause della scorsa scomparsa delle api, Sylvie Coyaud segue le indagini dagli Stati Uniti, al Giappone e all'Europa.

In un percorso da Virgilio a Linneo, da Darwin a Maeterlinck, da von Frisch al genoma, Sylvie indica al lettore i modi in cui nella storia è stato rappresentato quest'insetto sociale, operoso e allegorico che sembra indispensabile tanto alla produzione agricola quanto a quella filosofica, politica e letteraria.

Galeotto fu il blog…

Agli inizi del 2007 dagli Stati Uniti arriva la notizia di un allarmante spopolamento delle arnie e la blogosfera degli appassionati commenta via via i risultati pubblicati dagli esperti.

Ape nutrice (Foto di Luca Mazzocchi. Fonte: www.mondoapi.it)
Ape nutrice (Foto di Luca Mazzocchi. Fonte: www.mondoapi.it)

Sul suo blog "Oca sapiens", l'autrice ne discute insieme ad apicoltori dilettanti ed entomologi professionisti e suggerisce fonti scientifiche, senza perdere di vista gli aggiornamenti e le curiosità.

E gli apicoltori raccontano della salute delle proprie arnie, aggredite da feroci acari o stremate dai pestidici, rendendo il problema concreto e circoscritto a una dimensione locale.

La crisi delle api riflette una crisi ambientale ben più ampia, e sembra essere la conseguenza di molti fattori che non interessano solamente gli addetti ai lavori. Intorno a questa tematica una rete internazionale di blog e di utenti s'infittisce per condividere informazioni, consigli ed esperienze.

Bee crossing (Fonte: g.originals www.flickr.com)
Bee crossing (Fonte: g.originals www.flickr.com)

Ad appassionarsi all'argomento è anche un redattore della casa editrice. Incuriosito dal dibattito, chiede a Sylvie di partire da quello che succede agli alveari per riflettere sullo stato di salute dell'intero pianeta.

Dal blog al libro

Per un libro, infatti, il blog offre ottimi spunti. Tra i commentatori non manca mai il bastian contrario che anima la conversazione, chi sospetta della scienza e chi se ne fa difensore.

Un blogger particolarmente fermo sulle proprie convinzioni - il cui dialogo con l'Oca, il totem dell'autrice, fa parte di un capitolo del libro – ha opinioni insolite ma ben chiare sul riscaldamento globale, che nel 2007 veniva additato dalla stampa italiana come responsabile della strage delle api nostrane.

Da qui una diatriba che consente però di argomentare le proprie posizioni, meglio se con dati e cifre alla mano.

Dove si va a finire?

Senza mai toccare toni apocalittici, l'autrice passa in rassegna i presunti assassini delle api, domandandosi quali sono le conseguenze della manipolazione dell'ambiente e i possibili rimedi.

Bee (Fonte: Geek&Poke www.flickr.com)
Bee (Fonte: Geek&Poke www.flickr.com)

Sul finale, né lieto né drammatico, Sylvie fa l'occhiolino al lettore. Nota un'evoluzione dell'altruismo che, da poco più di un secolo, si allarga alle altre specie, forse un po' in ritardo per salvare tutte quelle da cui dipendiamo. Nota anche una recente alleanza tra intelligenza umana e artificiale.

Forse si potrà contare sull'umana predilezione per le macchine: se sparissero le api, le arnie postmoderne sarebbero raggiunte da sciami di api-robot.

( 25 aprile 2009 )


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