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Master in Comunicazione della Scienza
Journal of Science Communication
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Racconto

SMUMHHC

"Un'équipe composta da fisici teorici, ingegneri particellari, filosofi del bosone e colf filippine aveva infatti terminato la costruzione dello SMUMHHC, Super Mega Ultra Maxi Huge Hadron Collider..."


"Questo, signori, è un gran giorno. Siamo lieti di annunciarvi che alle ore 12:00, cioè tra esattamente venticinque minuti e trentadue secondi... trentuno... trenta...".
Un bisbiglio dalla sua sinistra: "Taglia!"
Il professor Heuer – nome completo Rolf-Dieter Übermaier Krapfensteiler Von Heuer III – sollevò gli occhi dall'orologio e si guardò attorno, smarrito.

Ormai a un passo dal secolo di vita, era da trent'anni direttore del COMORE, il COnseil MOndial pour la REcherche, sorto sul finire del XXI secolo dalle ceneri del CERN, il Conseil Européen pour la Recherche Nucléaire. Il nuovo acronimo rifletteva la volontà di abbandonare le ricerche sull'energia nucleare, in seguito alla tremenda esplosione che aveva cancellato la Svizzera dalla faccia della Terra.
Era stato Rolf-Dieter Übermaier Krapfensteiler Von Heuer V, padre di Rolf-Dieter Übermaier Krapfensteiler Von Heuer III, a individuare nel piccolo arcipelago africano, solo per caso omonimo del neonato ente, il luogo ideale dove edificare il centro – secondo il principio "unire gli utili al dilettevole".
A settant'anni dalla fondazione, il COMORE aveva prodotto centinaia di paper, il brevetto per un accendisigari a energia solare – composto da una lente d'ingrandimento e da una buona dose di pazienza – e un gran numero di professori abbronzati.

LHC prima dell'esplosione (da Wikimedia Commons)
LHC prima dell'esplosione (da Wikimedia Commons)

Nulla di tutto questo, comunque, reggeva il confronto con l'ultima creazione. Un'équipe composta da fisici teorici, ingegneri particellari, filosofi del bosone e colf filippine aveva infatti terminato la costruzione dello SMUMHHC, Super Mega Ultra Maxi Huge Hadron Collider...

"... il più grande acceleratore di particelle mai creato" continuò infine Von Heuer III. "E siamo fieri di essere qui, in questa domenica di Pasqua, il giorno che abbiamo scelto per l'inaugurazione dello SMUMHHC, simbolo e motore della resurrezione dell'umanità! Accelereremo protoni fino a cinque volte la velocità della luce, li faremo scontrare ottenendo un'energia di mille teraelettronvolt, e potremo così illuminare tutto l'emisfero australe per duecento anni!".

Von Heuer sottolineò le ultime parole con un poderoso pugno sul microfono, che risvegliò l'uditorio dal torpore. La conferenza si svolgeva infatti su una spiaggia di fine sabbia bianca; gli invitati erano stati fatti accomodare su sedie a sdraio e forniti di stuzzichini e cocktail. Il sole bruciava teste e idee, e ciascuno dei presenti sognava un bagno, un sonnellino o una fumata di sigaro.

Ma qualcuno non si era assopito; e questo qualcuno si alzò non appena il professore smise di parlare. Si avvicinò al palco a grandi falcate, tra sguardi attoniti e ghigni sarcastici: il qualcuno era infatti Wagner Sancho, meglio conosciuto come Sancho Panza per le sue famose battaglie contro i mulini a vento. Nemmeno un anno prima aveva accusato il governo statunitense di tener prigionieri a Guantanamo alcuni alieni, pacificamente atterrati a Roswell, New Mexico, in cerca di carburante. Panza sosteneva che il Presidente George Ronald W. W. Bushnegger li torturasse perché sospettati di essere agenti sovietici.

"Chissà cos'ha in mente" sussurrò un cronista olandese al suo vicino. Panza ignorò tutti e proseguì verso il palco, impadronendosi del microfono e puntando il dito contro i professori.

"Sterminerete l'umanità!" strillò senza preamboli. "Questi dati lo dimostrano!".

Von Heuer trasalì, Panza scese dal palco e continuò la sua perorazione passeggiando tra le sdraio, rovesciando cocktail e spianando castelli di sabbia.

"Se questo pazzo attiverà il macchinario – che in un intervento sul mio blog bigcrunchtheory.splinder.com non ho esitato a definire 'ordigno fine-di-mondo' – i positroni e i cuboanioni collasseranno con la potenza di duecento überelettronvolt, molto superiore a quella dichiarata, provocando così la formazione di non meno di dieci buchi neri del diametro di sette virgola otto centimetri, attorno ai quali si addenseranno circa duecentomila stranioni, particelle stringhiformi il cui comportamento subatomico metterebbe a repentaglio la trama dell'ordito universale, come previsto dalla teoria di Jacquard e dalle equazioni di Otto von Otto Vierundsechzig!".

Il buco nero (da Wikimedia Commons)
Il buco nero - illustrazione (da Wikimedia Commons)

Dalla folla si levò un brusio. "Io non voglio stranioni in casa mia!" e "Buchi neri?" e "Conosco Otto von Otto Vierundsechzig, è uno studioso autorevole!".

Wagner Sancho si guardò intorno soddisfatto, e stava per rincarare la dose quando vide un giovane professore, fino a quel momento seduto in disparte a sorseggiare un Cuba libre, che gli si avvicinava. Muscoloso e abbronzato, indossava un costume da bagno rosso fuoco e un velo d'olio abbronzante sul torace. Dal taschino del camice che portava sottobraccio faceva capolino un paio di Ray-Ban. Mente brillante, tre volte candidato al premio Oscar Nobel come miglior protagonista di un documentario scientifico, Theodore Cock era il vero responsabile del progetto SMUMHHC.

Sculettando con virilità, raggiunse Panza e lo squadrò.

"Signor Sancho, lei è noto per i suoi continui tentativi di screditarci, ma oggi non rovinerà il mio lavoro. Questi" proseguì, mostrando un plico di fogli spesso quanto l'elenco telefonico di Città del Messico "sono alcuni dei calcoli che mi sono divertito a fare mentre lei parlava e io mi limavo le unghie. Ebbene, la probabilità che SMUMHHC provochi la formazione di buchi neri supermassicci è pari a una su dieci übermiliardi di miliardi. Lo so, signori!" aggiunse con tono conciliante. "Questa cifra non significa nulla per voi! Proverò a farvela capire con semplici paragoni. Le probabilità che SMUMHHC ci metta in contatto con Dio sono di una su cinque übermiliardi di miliardi, il doppio rispetto a quelle citate prima. E non è finita qui! Valuto solo in tre su dieci übermiliardi di miliardi le probabilità che SMUMHHC trasformi la totalità della materia contenuta nella Via Lattea in un pulcino alto due metri!".

Qui Cock fece una pausa per consentire all'uditorio di ridere, poi proseguì: "SMUMHHC è il nostro sogno per un mondo migliore: siete pronti a correre questi presunti rischi in nome di quella che non esito a definire 'la più grande speranza mai donata all'umanità'?" concluse Cock tra un coro di "sììì!".

Panza venne trascinato via dall'enorme di sicurezza, mentre Cock prese sottobraccio Von Heuer e si avviò verso Il Pulsante che avrebbe acceso SMUMHHC.
Von Heuer trasse un profondo respiro, osservò la folla, il sole e il mare, poi fissò Il Pulsante e, lentamente, lo premette.

SMUMHHC si accese, circuito dopo circuito. Cock abbassò un'altra leva, aprendo le gabbie neutriniche e liberando due protoni che, lasciati liberi, schizzarono a velocità iperluce.

Si scontrarono una microfrazione di secondo dopo, emettendo un sibilo che suonava circa come "piff".

"Piff", rappresentazione artistica (foto di Gabriele Ferrari)
"Piff", rappresentazione artistica (foto di Gabriele Ferrari)

Poi tutto scomparve, e fu il buio; un buio profondo, totale, impossibilmente silenzioso.

Finché il silenzio fu rotto da un unico, tenue suono.

"Pio?"

( 04 settembre 2009 )


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