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Dossier Donne & scienza

Qui serve una lobby. O no?

Le carriere femminili in Italia, tra pregiudizi, discriminazioni, e luoghi comuni. Mentre si fa strada una controversa idea che divide


I numeri parlano chiaro: le donne che fanno ricerca in Italia sono le meno pagate di tutta Europa, in media il 33% in meno dei colleghi maschi. Non è una fotografia incoraggiante per le carriere scientifiche femminili quella che emerge dalla ricerca "Donne e Scienza 2008. L'Italia e il contesto internazionale", volume appena pubblicato da Observa-Science in Society.

Nonostante siano numerose le iniziative che cercano di abbattere il divario (non solo economico) tra maschi e femmine, rimane una grossa disparità tra i sessi nel mondo della scienza. La storia è piena di ingiustizie del genere, come racconta il libro sulle grandi escluse Troppo belle per il Nobel, pubblicato da Bollati & Boringhieri.

Ma ancora oggi è necessario lottare per le pari opportunità, come sostiene l'astrofisica Marta Burgay, perché per vari motivi, ben illustrati da Elisabetta Dejana dell'Università di Milano, le donne che sono direttamente coinvolte nella ricerca o che occupano posizioni di rilievo sono troppo poche, molte meno dei colleghi.

Alcune, come l'europarlamentare Pia Locatelli credono che sia il caso di coalizzarsi in una lobby. Altre, come la virologa Ilaria Capua, respingono categoricamente l'idea di introdurre quote rosa nella scienza.

Tutte, però, sono d'accordo su un punto: servono più meritocrazia e meno burocrazia nelle università. E una politica vera da a sostegno alle donne che vogliono lavorare. Senza per questo dover rinunciare alla famiglia.

( 27 maggio 2008 )

"Vinca il merito, quello vero", è l'opinione di Ilaria Capua, uno dei migliori cervelli in Italia. Che denuncia: "Ancora troppe le discriminazioni"

"Troppo belle per il Nobel. La metà femminile della scienza" di Nicolas Witkowski (Bollati Boringhieri, collana Nuova cultura, Torino, 2008, 164 pagine, 25 euro)

L'approccio totalizzante al lavoro, tipico degli uomini, sembra essere la chiave del successo. Ma così si esclude l'"altra metà del cielo". Parla Elisabetta Dejana, professore all'Università di Milano

Superare il "gender gap" creando una lobby. Perché anche le scienziate entrino nelle stanze dei bottoni della ricerca. È la proposta dell'europarlamentare Pia Locatelli

Creare una lobby equivale a riproporre una discriminazione. Al maschile. La chiave è pretendere (e garantire) le stesse opportunità. Così sostiene Marta Burgay, tra le migliori astrofisiche del mondo


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