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Prevedere il sisma: Giuliani come Di Bella?

Outsider di oggi e di ieri contro la scienza ufficiale


La mattina del 6 aprile, poche ore dopo il terremoto, la presentatrice di UnoMattina Eleonora Daniele polemizza affermando: "Se i sismologi avessero ascoltato Giuliani non ci sarebbero state vittime."

Giornali e tv puntano il dito contro Guido Bertolaso, a capo della Protezione Civile, per aver snobato gli allarmi sull'imminente terremoto lanciati nei giorni precedenti dal tecnico del Laboratorio del Gran Sasso dell'Istituto nazionale di fisica nucleare. Su Facebook proliferano le petizioni a favore del tecnico che con il suo metodo sperimentale e artigianale avrebbe potuto scongiurare la catastrofe che invece si è verificata.

Giuliani mostra il suo rilevatore sismico basato sul gas radon
Giuliani mostra il suo rilevatore sismico basato sul gas radon (dal sito ilcapoluogo.it)

Queste reazioni rivelano una grande rabbia per quella che appare come un'ingiustizia che nasconde interessi e giochi di potere, giostrati all'interno della comunità ufficiale dei sismologi e i vertici della Protezione Civile.

Rabbia popolare vs. metodo scientifico
Tutto questo non è nuovo. Il ricordo vola a dieci anni fa, al professor Luigi Di Bella e alla sua cura contro il cancro.

Tante sono le similitudini tra i due casi. Entrambi propongono metodi scientifici non pienamente accettati dalla comunità scientifica. Giuliani propone il metodo di rilevazione sismica tramite il gas radon mentre Di Bella all'epoca proponeva un mix di farmaci in cui spiccava l'uso di somatostatina, un ormone prodotto dall'ipotalamo che regole varie funzioni corporee.

Il Professor DiBella ospite in tv
Il Professor DiBella ospite in tv

Tutti e due sfuggono alla peer review, il meccanismo utilizzato dalla comunità scientifica per decidere se un lavoro scientifico è valido oppure no. Il lavoro scientifico di un ricercatore viene valutato da altri ricercatori, suoi pari, (peer, appunto) che lavorano su argomenti simili.

Quello della peer review, però, è un metodo con le sue regole e i suoi processi che possono essere ignoti a chi di scienza non si occupa per mestiere. Da strumento scientifico, può diventare un'arma di sfiducia amplificata in modo esponenziale dall'emozione.

Chi è l'esperto?

Casi come questi portano alla ribalta la questione dell'expertise e del rapporto tra opinione pubblica ed esperti. Emerge soprattutto una domanda importante: chi è il vero esperto?

La comunità scientifica si divide: da una parte, ci sono Bertolaso ed Enzo Boschi, presidente dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia; dall'altra, Giuliani e un gruppo di scienziati delle Università di Pisa e Bari.

La strategia privilegiata è quella di screditare il proprio avversario sui media. Quando si apre la polemica, Enzo Boschi dichiara ai giornalisti che Giuliani non è attendibile in quanto "non è uno scienziato, ma solo un perito elettronico con l'hobby della sismologia".

Dal canto loro, i "profeti" cercano consensi puntando il dito proprio contro le autorità costituite della scienza. Lo stesso Giuliani dice: "Questi scienziati canonici! Bugiardi, lo sapevano che i terremoti potevano essere previsti".

Di Bella a suo tempo pronunciò accuse simili a quelle di Giuliani contro le case farmaceutiche e la comunità scientifica, accusate suo dire di avere interessi a non curare il cancro.

( 05 maggio 2009 )


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