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Ospedale in Second Life: ma il medico dov'è?

Reportage di una visita al primo nosocomio virtuale


A circa due mesi dall'inaugurazione del Dipartimento di oncologia dell'ospedale di Modena in Second Life, il mio avatar ha sbirciato quel luogo, curioso di come questa interfaccia virtuale possa fare consulenza e informazione nella direzione medico-paziente.

Lo scopo dichiarato è infatti quello di mettere a disposizione dell'utenza un ulteriore mezzo per dialogare con il dipartimento. Il centro oncologico modenese segue infatti l'esempio di enti di primo livello come il Centers for Disease Control and Prevention di Atlanta, l'American Cancer Society, l'Università della California e la Stanford University.

Quello di Modena è il primo ospedale italiano a sbarcare nel Metaverso, all'interno di Prometeo, l'isola tutta "made in Italy". Ma forse questo traguardo è solo virtuale.

Ogni lunedì dalle 15 alle 17 l'ospedale s'impegna a fornire consulenza ai pazienti mettendo a disposizione il personale medico che, attraverso i rispettivi avatar, dovrebbe garantire un contatto virtuale e in tempo reale con chi si connette al sito. Ma non è tutto oro quello che luccica.

Un corridoio dell'ospedale (Foto di Viviana Ambrosi)
Un corridoio dell'ospedale (Foto di Viviana Ambrosi)

I poster alle pareti confondono i visitatori, recitando "non sei sola", ma nonostante ciò il mio avatar sembra essere proprio l'unica anima dell'ospedale. Altri poster ricordano le iniziative di diverse associazioni di pazienti oncologici, trasferendo messaggi ed eventi reali nella seconda vita. Salgo e scendo per i piani dell'edificio, che è l'esatta ricostruzione di quello modenese, dalla singolare pianta triangolare e dal caratteristico mosaico colorato dell'ingresso.

Ma non incontro nessun visitatore, nessun professionista ad animare il reparto. Le stanze per gli esami diagnostici, gli ambulatori, le sale d'aspetto sembrano ancora più spaziose, perché tutto è vuoto. L'unica traccia di avatar sono i PC portatili abbandonati sui tavoli e le tazze da caffè, ma senza proprietari. Sembra piuttosto un ospedale in costruzione oppure appena dimesso. Ma per nulla silenzioso: ad accogliere è un'inappropriata musica da discoteca.

Pausa caffeina (Foto di Viviana Ambrosi)
Pausa caffeina (Foto di Viviana Ambrosi)

Mario Gerosa, che si occupa da anni di mondi virtuali, la definirebbe "cattedrale vuota nel deserto". Nessuna presenza può fornirmi quelle informazioni di cui ero curiosa, ma almeno mi rimane un'ultima chance. Opuscoli informativi appoggiati alle pareti hanno colori invitanti e richiamano la mia attenzione. Ma qualche problema tecnico m'impedisce di consultarli e di scaricarli.

Niente da fare, non mi rimane che cercare di prendere una Coca-Cola del distributore a fianco. Questo, invece, funziona benissimo.

(in collaborazione con Giulia Rocco)

( 19 giugno 2008 )


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