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Recensione

Orazione per un mondo imperfetto

"Preghiera darwiniana" di Michele Luzzatto (Raffaello Cortina Editore, collana Minima, Milano 2008, 102 pagine, 9 Euro), prefazione di Giulio Giorello


"Se tutti fossero buoni" e stessero al posto assegnato loro dalla natura collaborando "senza sorprese alla costruzione dell'armonia generale" vivremmo probabilmente in un mondo perfetto. Ma purtroppo, o per fortuna, "c'è sempre qualcosa o qualcuno che finisce per non comportarsi come dovrebbe". Questa è la Natura. E questo è Charles Darwin.

Con queste parole, recitate da Lella Costa e tratte dal saggio 'Preghiera Darwiniana', di Michele Luzzatto in uscita per i tipi di Raffaello Cortina, è stata inaugurata a Milano la quinta edizione del Darwin Day.

Di fronte alla platea gremita del Museo di storia naturale, l'attrice teatrale ha letto una preghiera laica ed emozionante che affronta il problema teologico aperto dalla teoria darwiniana. Se l'evoluzione è un "continuo compromesso", allora non ci può essere una morale che guida verso il bene.

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Lella Costa legge e interpreta la "Preghiera darwiniana"
di Michele Luzzatto nella serata di apertura del Darwin Day
presso il Museo di storia naturale di Milano
(foto di Silvia Mattavelli)

Il libro di Luzzatto, editor Einaudi per la saggistica scientifica e le grandi opere, è un libro complesso e inatteso, ma come suggerisce nella prefazione il filosofo Giulio Giorello, prendendo a prestito le parole da Spinoza, "tutte le cose eccellenti sono tanto difficili quanto rare".

La Natura è cieca

La preghiera di Luzzatto è il dipinto di una creazione del mondo imperfetta, beffarda, comica e malinconica. Racconta di cavalli in cerca di acchiappamosche, fringuelli dai becchi volubili, ragni offerti in pasto a minuscole larve, pavoni in amore zavorrati da pesanti piume, pellicani con bubboni adolescenziali e coleotteri in dolce attesa di figli omicidi.

È una Natura fatta di tentativi, prove ed errori, un po' come il progresso scientifico, nella quale manca un "senso" che indirizzi l'evoluzione. È una logica chiara solo a posteriori.

L'idea di abbandonare definitivamente l'ipotesi di ordine naturale (scala naturae), proposta per la prima volta nel 1859 da Charles Darwin come una sorta di corollario a l'Origine delle specie, ha scatenato un terremoto nella teologia.

La crudeltà della lotta per la sopravvivenza contrapposta al progetto di Dio conduce a una questione irrisolvibile: l'esistenza del male.

Immagine #2
Lella Costa, Giulio Giorello e Michele Luzzatto
durante la presentazione del libro al Darwin Day di Milano
(foto di Silvia Mattavelli)

In questa attenzione rivolta al problema del male, si esplicita la novità delle pagine di Luzzatto. Non una semplice riproposizione delle ragioni scientifiche contro il neo creazionismo e il disegno intelligente, ma un vero e proprio argomento teologico contro l'ipotesi di un architetto della vita.

L'ossimoro di una preghiera laica

La forma scelta da Luzzatto per queste riflessioni è originale e per certi versi spiazzante: una preghiera laica, come strumento di riflessione su Dio. La preghiera, nel senso di un ragionamento intimo e onesto sulla religiosità, permette all'autore di liquidare in fretta gli argomenti scientifici e spostare il ragionamento più in alto: la sfida lanciata dalla teoria dell'evoluzione, che ha reso scientificamente plausibile la posizione del laico prima immotivata agli occhi del credente.

Qui si nota un passaggio dalla querelle darwinismo/creazionismo alle ragioni della laicità che si possono trarre dalla lezione offertaci dal naturalista inglese.

Come aveva scritto lo stesso Darwin nella sua autobiografia: "Non è mia pretesa far luce su questi astrusi problemi. Il mistero del principio dell'Universo è insolubile per noi, e perciò, per quel che mi riguarda, mi limito a dichiararmi agnostico".

( 16 febbraio 2008 )


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