Letture consigliate

Il podcast del giornale del Master in Comunicazione della Scienza, Sissa
Master in Comunicazione della Scienza
Journal of Science Communication
Innovations in the Communication of Science

Articolo

Naturalismo "porta a porta"

L'anno di Darwin fa riscoprire l'amore per l'evoluzione: iniziative come Evolution Megalab valorizzano il contributo dei non esperti alla ricerca scientifica


Il 2009, tra gli altri, è l'anno di Darwin e, tra le tante iniziative promosse in tutta Europa in onore del suo bicentenario, una più delle altre si discosta per originalità. È Evolution Megalab, l'esperimento pubblico sull'evoluzione ideato da Steve Jones, direttore del dipartimento di biologia dello University College di Londra, e Jonathan Silvertown, professore di ecologia all'Open University di Milton Keynes, nel Regno Unito.

Promosso dal National History Museum di Londra, il progetto ha visto l'adesione di 14 paesi in tutta Europa, tra cui l'Italia.

L'evoluzione a casa nostra

Scopo dell'esperimento è evidenziare i mutamenti evolutivi avvenuti nel tempo in Cepaea nemoralis, una delle più comuni specie di chiocciole terrestri presenti in Europa in un'enorme varietà di habitat: prati, boschi, giardini, cespugli, siepi. L'obiettivo è comprendere i cambiamenti avvenuti nella colorazione della conchiglia di questi gasteropodi, influenzata da un gran numero di fattori diversi: l'abbondanza dei predatori, il tipo di habitat, il clima.

Cepaea nemoralis - Fonte: www.flickr.com/atlapix
Cepaea nemoralis (fonte: www.flickr.com/atlapix)

Monitorare quantità e distribuzione dei gusci diviene quindi un modo per indagare l'adattamento di questi organismi alla perdita di biodiversità, all'urbanizzazione, al cambiamento climatico.

Partecipare è semplice: basta registrarsi al sito web dell'iniziativa e superare un breve test. A questo punto qualsiasi utente può "farsi naturalista", raccogliendo gli esemplari in ambiente e annotando i dati raccolti (numero di esemplari e caratteristiche della conchiglia), che saranno poi elaborati statisticamente, su di un modulo prestampato.

Da sempre le scienze naturali si reggono sull'indispensabile contributo degli appassionati: eppure, questo utilissimo lavoro rimane spesso oscuro. "Le pubblicazioni sono fatte soprattutto dai professionisti, che ne hanno bisogno anche per motivi di carriera", ci dice l'entomologo triestino Bruno Grego; "ma se andiamo a vedere chi fa le raccolte e i rilevamenti, oppure chi prepara e determina gli esemplari, scopriamo che circa il 50% del lavoro è fatto dai naturalisti dilettanti".

Birthwatching, che passione

Esempio emblematico è quello dei birdwatchers, un popolo organizzato in gruppi ed associazioni connesse da una fitta rete di luoghi virtuali di informazione. La loro collaborazione stretta con gli istituti nazionali preposti al monitoraggio faunistico svolge un contributo importante per individuare la distribuzione degli esemplari, mappare i luoghi di nidificazione, ricostruire le migrazioni.

Pulcinelle di mare - Fonte: www.flickr.com/nagillum
Pulcinelle di mare (fonte: www.flickr.com/nagillum)

"Durante i programmi di inanellamento dei volatili gli animali vengono spesso marcati con anelli colorati in materiale plastico. Questi possono essere letti con un normalissimo cannocchiale od un binocolo e, se si tratta di animali in volo, tramite fotografie", ci spiega Giulio Piras, referente per la Lipu (Lega italiana protezione uccelli) di Padova. "Quando una persona individua la sigla su un anello colorato, fa una segnalazione all'istituto, che inserisce la sigla in un database dove vengono registrati tutti gli spostamenti degli esemplari, con data, ora e luogo".

L'aria è inquinata? Chiedilo ai licheni

Immaginiamo di poter avere informazioni in tempo quasi reale sulla qualità dell'aria nel territorio in cui abitiamo, facendo uso nient'altro che di un palmare, o di un iPhone. Fantascienza, ma forse non ancora per molto: grazie ai licheni, e a un metodo ideato da Stefano Martellos e Pier Luigi Nimis del dipartimento di botanica dell'università di Trieste, che prevede l'interazione tra lo studio 'classico' dei licheni da un lato, e l'uso delle tecnologie telematiche dall'altro.

Licheni - Fonte: www.flickr.com/tarallaccio
Licheni (fonte: www.flickr.com/tarallaccio)

"La biodiversità dei licheni è correlata alla concentrazione di anidride solforosa, SO2, e di altri gas tossici per le piante, nell'atmosfera", spiega Nimis; questi organismi funzionano quindi come delle vere e proprie sonde ambientali a costo zero.

Identificare senza classificare

Attraverso il progetto Dryades, un'iniziativa a scopo didattico ideata da Martellos e Nimis, è possibile identificare gli organismi vegetali senza classificarli, cioè dar loro un nome senza porli all'interno di un complesso sistema gerarchico basato su criteri di parentela.
In un prossimo futuro, una volta trovato un lichene e identificatolo, si manderebbero i dati a un database madre: attraverso l'analisi della biodiversità dei licheni identificati, cioè della loro diversificazione e tipologia, si avrebbe una stima delle condizioni dell'ambiente.

La 'scienza dal basso', che si tratti di molluschi, insetti o licheni, comincia dunque a dare i suoi primi frutti, e apre la strada a una democratizzazione della conoscenza, che può significare una maggiore partecipazione, e quindi un maggior interesse, dei cittadini nei confronti delle pratiche scientifiche.

(Ha collaborato Roberto Cantoni)

( 27 giugno 2009 )


Jekyll © 2000–2009 SISSA, Trieste - Codice Fiscale 80035060328