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Recensione

Museo in verticale a Trieste

Sotterranei dei Gesuiti: con la speleologia urbana riaffiorano gli orrori dell'inquisizione


Ci sono mura che da secoli evocano la paura e le urla di dolore e di rabbia di chi si trovò ad essere ucciso senza altra ragione che l'arbitrio e l'intolleranza più sfrenata verso il proprio credo religioso.

Di queste mura, secondo la credenza popolare, sono fatti i sotterranei della Chiesa dei Gesuiti di Trieste.

Scavi nei Sotterranei dei Gesuiti (foto di Paolo Guglia)
Scavi nei Sotterranei dei Gesuiti (foto di Paolo Guglia)

Oggi, per la prima volta, questi affascinanti ambienti sono aperti al pubblico. Così, mentre sopra il manto stradale la gente si affaccenda nella vita del XXI secolo, poco più sotto il passato s'attarda nei cunicoli di pietra. Ripercorrere quegli ambienti oscuri è suggestivo.

La speleologia urbana tra storia e leggenda

Leggenda vuole che, in tempi lontani, il Tribunale dell'Inquisizione vi si riunisse per giudicare e torturare gli eretici. Qui i prigionieri venivano rinchiusi per qualche tempo in celle che anche oggi tolgono il respiro e, dopo un po', morivano.

Ci si infila in un basso passaggio, e si percorre il cunicolo del gatto (che prende il nome dal gatto perfettamente mummificato che ancora giace al suo interno). Tra una nicchia e l'altra si arriva prima alla cripta dei Petazzi e poi al vano più profondo dei sotterranei, la Camera rossa, così chiamata dal colore del mantello color porpora dell'Inquisitore.

Qui nella nicchia più alta, appeso alle catene, stava l'interrogato, mentre nella nicchia con il sedile stava il giudice.

Si procede ancora e ci si può specchiare nel "Pozzo delle anime", dove si dice venissero gettati gli eretici.

Discesa nel Pozzo delle Anime (foto di Paolo Guglia)
Discesa nel Pozzo delle anime (foto di Paolo Guglia)

Poi si continua verso la sala del trabocchetto, si giunge ai vani con le feritoie e si salgono le scale a chiocciola della "Torre del silenzio", per scoprire una suggestiva vista dei tetti della città.

Uno straordinario museo

Per chi ama la speleologia urbana, la storia, le leggende, questo affascinante e polveroso mondo costituisce un museo straordinario. Realtà o fantasia? La Trieste sotterranea non è solo il set di un racconto crepuscolare, ma il teatro di accadimenti storici documentati.

Le missioni della Società adriatica di speleologia, a partire dal 1983, hanno riportato alla luce molti segreti della Trieste antica, della Trieste tenebrosa. Sicuramente il mistero ne è uscito un po' ridimensionato, ma c'è chi sostiene che la vera Camera rossa giaccia ancora lì sotto, e i lavori di speleologia urbana continuano…

Uno strumento di tortura? (foto di Paolo Guglia)
Uno strumento di tortura? (foto di Paolo Guglia)

Comunque sia, questi luoghi sono pervasi da atmosfere di sottile mistero e scatenano nel visitatore la curiosità di sapere se al loro interno si siano consumate efferate torture o delitti, o se tutto questo non sia altro che una storia, che ha ispirato anche una fantastica avventura a fumetti di Martin Mystère e una puntata di un vecchio telefilm, AleX ambientati entrambi proprio nella Camera rossa.

( 21 aprile 2009 )


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