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Opinione

Lo Guarracino. Biologia in musica

Tarantella, poesia e classificazione delle specie in un'antica canzone partenopea. La parola a Maria Cristina Gambi, biologa marina e musicista


Lo Guarracino rappresenta la più antica tarantella della musica popolare partenopea. Al primo ascolto ciò che maggiormente colpisce sono i versi: un susseguirsi incalzante di suoni vivaci e ritmati, allitterazioni e onomatopee a sfondo marino.

Le diciannove strofe, infatti, costituiscono una vera e propria epica del mare e una celebrazione della fauna ittica del Golfo di Napoli.
Questa canzone settecentesca, di autore ignoto, ha affascinato molti studiosi per la ricchissima biodiversità che descrive.

La storia narra della rivalità in amore di due pesci, il Guarracino (ndr: castagnola) e l'Alletterato (ndr: tonnetto), entrambi innamorati della bella Sardella (ndr: sardina).

Nell'amorosa tenzone intervengono amici e parenti dei due partiti e sotto la superficie del mare scoppia una colossale zuffa.

Cinque vivacissime strofe descrivono la mischia: vengono nominate ben settantadue specie ittiche, tra pesci, molluschi, crostacei e mammiferi marini.

Il guarracino, in italiano castagnola nera (www.istitutoveneto.it/venezia/divulgazione/valli)
Il guarracino, in italiano castagnola nera (www.istitutoveneto.it/venezia/divulgazione/valli)

Maria Cristina Gambi, biologa marina e musicista, toscana, lavora da anni nel laboratorio di ecologia del benthos della Stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli. Ha dedicato ben due libri alla tarantella Lo Guarracino.

Professoressa Gambi, quali sono gli aspetti secondo lei più interessanti in questa tarantella?

C'è l'inventario biologico, che testimonia la ricchezza della fauna marina del golfo di Napoli, ma anche la conoscenza che ne dovevano avere i pescatori del Settecento. Si parla di specie che allora era probabilmente comune vedere lungo le nostre coste, come i delfini. Oltre a questo, nella canzone emerge una classificazione popolare delle specie, elaborata a partire da elementi esclusivamente morfologici.

Vuol dire una classificazione basata su caratteristiche visibili anche dall'uomo comune?

Sì, una divisione in specie lontana dal rigore scientifico delle moderne tecniche di analisi del dna, eppure efficace. Fin dall'antichità sono state proprio le diversità morfologiche che hanno determinato il riconoscimento e la classificazione delle specie.

Da una tarantella all'antropologia della scienza…

Certo, ma non solo. Documenti come Lo Guarracino, che appartengono a culture diverse o passate, arricchiscono il dibattito sul concetto stesso di specie. È uno dei problemi cruciali delle scienze naturali: le specie sono realtà naturali o costruzioni intellettuali fatte ad hoc dagli scienziati, come diceva Darwin, "semplici combinazioni artificiali create per convenienza"?

Finora ha parlato la biologa, ma cosa ha da dire la musicista?

Lo Guarracino è un'opera straordinaria anche dal punto di vista musicale. Il ritmo è quello di una tarantella, ma l'armonia e la linea melodica sono quelle di una canzone. Fu il maestro Roberto De Simone a farmelo notare. Non a caso sulla trascrizione ottocentesca di Cottrau, la versione più nota di Lo Guarracino, c'è scritto "canzone sulla tarantella": dunque una mescolanza tra i due generi, caso unico nella musica napoletana.

Il pesce bavosa (free.imd.it/Colapesce/tuffatore/bavosaocchiuta.htm)
Il pesce bavosa (free.imd.it/Colapesce/tuffatore/bavosaocchiuta.htm)

Quante versioni esistono della canzone?

Se ne sono trovate ben sette. Io stessa ho avuto la fortuna di scoprire l'esistenza di una versione tedesca, datata 1829, quindi coeva alla versione del Cottrau.

Dal napoletano al tedesco: un vero salto acrobatico per la metrica!

Sì, eppure riuscito! La ritmica è stata mantenuta grazie a un espediente ingegnoso: nel testo tedesco i nomi dei pesci sono quasi tutti inventati. Ci sono per esempio i "clopfisch" e i "clapfisch", che chiaramente ricordano il galoppo di un cavallo, e molte altre trovate che finiscono in "fisch".


In fin dei conti il guarracino è un pesce piccolo, non commestibile e abbastanza insignificante. Perché scegliere il guarracino come protagonista e non una spigola (ndr: branzino)?


Il guarracino è un pesce molto comune e questo lo rende appropriato per la parte di eroe popolare. Inoltre non è vero che non è commestibile! Da alcuni anziani pescatori di Ischia ho appreso che in tempi di magra si usava fare una zuppa a base di guarracini e cipolle. Bisogna pensare che nel Settecento non si viveva nell'abbondanza di oggi. Ma l'archeologo Giorgio Buchner, con cui ho parlato, proponeva un altro motivo per la scelta degli antagonisti nella canzone…

Quale?

Un motivo di carattere antropomorfico. Il guarracino rappresenterebbe l'esponente della classe popolare, mentre l'Alletterato, come sembra suggerire il nome, sarebbe l'aristocratico colto. I due volti storici della napoletanità, insomma. Rivali in amore per una timida sardina.

( 11 giugno 2008 )


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