Letture consigliate

Il podcast del giornale del Master in Comunicazione della Scienza, Sissa
Master in Comunicazione della Scienza
Journal of Science Communication
Innovations in the Communication of Science

Dossier Quel che resta di... Babele

Le lingue muoiono, e allora?

La globalizzazione accelera l'estinzione dei vecchi idiomi e l'appiattimento lessicale di quelli che resistono. Nulla di grave, secondo Caterina Donati: tutti mantengono la capacità di esprimere qualsiasi concetto.


"Per la linguistica la morte di una lingua è un fenomeno intrinseco alla trasmissione della cultura da padri a figli, afferma Caterina Donati, dell'università di Urbino. Quello che di nuovo avviene oggi è soltanto l'accelerazione di tale processo".

La globalizzazione velocizza l'estinzione degli idiomi ma anche la nascita di nuovi, anche se questo genera perplessità negli osservatori: "La percezione verso i neonati linguaggi è sempre negativa, perché la loro evoluzione procede per errori e adattamenti."

"Si pensi, per esempio, all'uso sempre più raro del congiuntivo".
L'esperta quindi sottolinea: "È necessaria una rivoluzione ideologica per sdoganare un nuovo linguaggio, per considerarlo ufficiale piuttosto che volgare". La morte di un idioma, insomma, sarà un lutto per le buone maniere, ma un passaggio intrinseco al perpetuarsi delle culture.

Una versione antica de Il Padre nostro (www.christusrex.org)
Una versione antica de Il Padre nostro (www.christusrex.org)

"In linguistica la parola evoluzione è da usare con cautela: quando muore una lingua, in favore di una nuova, non avviene un miglioramento come farebbe pensare il termine evoluzione".

I linguaggi non acquisiscono né perdono vantaggi da una trasformazione all'altra: "Le potenzialità di espressione dell'antico greco, per esempio, sono le stesse dell'italiano: entrambe riescono a descrivere i medesimi oggetti, concetti o stati d'animo".

Con il tempo, quindi, cambia il modo di esprimersi perché ogni generazione ha a che fare con elementi culturali diversi. Tuttavia non muta la potenza di tradurre a parole l'immaginazione, un potere che proviene dal cervello e non dalla lingua in sé.

Preservare il patrimonio linguistico mondiale è utile a qualcosa?

Quello della morte di una lingua è un fenomeno che assomiglia al principio di conservazione dell'energia: muta la forma ma non la quantità. E l'interpretazione termodinamica non è infatti fuori luogo. Col passare del tempo i verbi più usati divengono sempre più irregolari, le espressioni si accorciano, la comunicazione si semplifica: insomma, aumenta l'entropia, ma l''energia' delle lingue non sparisce nel nulla.

L'era multimediale: i nuovi linguaggi (www.newstech.org)
L'era multimediale: i nuovi linguaggi (www.newstech.org)

Detto questo, secondo gli esperti parlare di 'perdita culturale' non è corretto riferendosi all'estinzione delle lingue. Caterina Donati ribadisce: "Non si può dire che il patrimonio linguistico si impoverisca, c'è soltanto un cambiamento dei codici". Gli sms, per esempio, sono un esempio di come la lingua si sia adattata a comunicare con un mezzo (il display del cellulare) diverso dal consueto (il foglio, oppure lo spazio tra due persone): si sono inventate regole inedite per continuare, però, a dire le stesse cose di prima e anche di nuove.

Lingue morte e lingue tenute in vita artificialmente

Si dice che l'ebraico e il cinese siano le uniche lingue al mondo ad essere immutate da tremila anni. "Non è vero - spiega la professoressa – l'ebraico che si parla a Tel Aviv non è quello della Bibbia, così come l'arabo della strada non è quello del Corano".

La stele di rosetta (196 a.C.) (http://it.wikipedia.org/wiki/Stele_di_Rosetta)
La stele di rosetta (196 a.C.), redatta in geroglifico, demotico e greco: il primo esempio di documento trasversale fra i linguaggi

Si è deciso di ufficializzarle, di fare un monumento di queste lingue. Infatti nelle scuole vengono insegnate tal quali dai tempi biblici. Ma fuori delle istituzioni, senza un'autorità che, tornando alla metafora energetica, isoli il sistema lingua, essa è autonoma: "I dialetti cinesi, arabi ed anche ebraici sono infatti numerosissimi".

Anche il latino è spirato nonostante l''accanimento terapeutico' della Chiesa. Lo stesso destino, secondo l'esperta, sta capitando all'Inglese: "La trasformazione, e la diversificazione in dialetti di questa 'koinè', è un fenomeno già in atto".

( 29 maggio 2008 )

Lingue che scompaiono o che evolvono? L'Unesco promuove il 2008 Anno internazionale


Jekyll © 2000–2009 SISSA, Trieste - Codice Fiscale 80035060328