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Master in Comunicazione della Scienza
Journal of Science Communication
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Recensione

Fare cose con le parole

"Chiavi di lettura", collana a cura di Lisa Vozza e Federico Tibone (Zanichelli, Bologna 2008)


"Come fare cose con le parole", avrebbe detto il linguista John Austin: questo sembra anche l'obiettivo della nuova collana di Zanichelli, "Chiavi di lettura" diretta da Lisa Vozza e Federico Tibone.

Piccoli libri per cittadini consapevoli

Questa raccolta di piccoli saggi assomiglia a un esperimento scientifico e sociale allo stesso tempo: intende coinvolgere i lettori più difficili – i ragazzi delle scuole secondarie – sui temi scientifici di attualità e aiutarli a orientarsi nel mondo della (comunicazione della) scienza.

Il target viene raggiunto attraverso una precisa scelta editoriale: i libri sono più piccoli di un normale tascabile, la grafica è invitante e sobria allo stesso tempo, il linguaggio rapido e chiaro.

Il traguardo più grande è invece quello di dispiegare agli occhi dei giovani lettori una speciale visione del mondo: questa, se da un lato è fortemente intrisa di scienza, dall'altro non dimentica mai di mettere in scena tutte le altre voci che compongono la società.

Leggere per crescere
I libri della collana stimolano il lettore a riflettere sul rapporto tra scienza e società. (fonte: http://www.sosmissioni.it)

Le parole degli autori, mentre spiegano, fanno cose: si inseriscono all'interno dei dibattiti sulla scienza e il rischio tecnologico. Si confrontano con la società di oggi. Dialogano con i nuovi media. Strizzano l'occhio al cinema, all'arte e alla pubblicità.

Coerentemente con questi propositi, la collana debutta con il vademecum di un giornalista scientifico. Te lo dico con parole tue di Piero Bianucci, giornalista de La Stampa, è sia un Bignami di scrittura, sia una metafora di tutto il percorso editoriale: fornire gli strumenti per imparare a leggere la complessità dei canali che ci circondano, rafforzare le abilità critiche per arricchire gli scambi che ci mettono in relazione con il mondo.

Metaforicamente parlando

Proprio l'uso della metafora - da sempre il braccio destro della comunicazione - è il filo conduttore della collana. Peter Atkins, autore di Il regno periodico, ha scelto quella del regno per parlare degli elementi chimici.

Scienza e società
Alexander Rodchenko, Lili Brik, 1924; Berkeley Art Museum.
Il particolare raffigura la musa delle avanguardie sovietiche che grida: "Libri!" (fonte: http://loridomi.e-monsite.com)

In Quanto è piccolo il mondo, Gianfranco Pacchioni introduce le nanotecnologie attraverso la metafora del viaggio.

L'immagine non è banale, perché raccoglie in sé sia il fascino della scoperta, sia il rischio di imprevisti non sempre calcolabili. Pacchioni infatti imposta la sua trattazione sul dualismo tra rischio e beneficio, che nel caso delle nanotecnologie è più pregnante che mai.

Così pure Giacomo Rizzolatti e Lisa Vozza, nel libro Nella mente degli altri, combattono la complessità della materia - il cervello visto dalle neuroscienze - a suon di immagini, schemi ed esempi quotidiani.


Rizzolatti e Vozza spiegano l'attività della corteccia visiva attraverso un quadro cubista. (Georges Braque, Violino e brocca, 1910; Museo d'arte di Basilea) (fonte: http://www.epdlp.com)

Tra tutte, la metafora più innovativa è quella di Wikipedia: il modello dell'enciclopedia virtuale è chiamato a spiegare il continuo gioco di scambi tra mondo esterno e cervello. Come le voci di Wikipedia, anche il nostro repertorio mentale si aggiorna a ogni nuova sollecitazione "producendo continuamente nuove edizioni rivedute e corrette".

Le metafore, oltre a essere esplicative, incontrano l'immaginario del lettore e ne assecondano la curiosità molto più di formule astratte e gergo specialistico. Ma soprattutto contribuiscono a plasmare l'idea di una scienza mobile e suscettibile di innumerevoli interpretazioni.

( 16 giugno 2008 )


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