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Recensione

Asi, il volto umano dello spazio

Il nuovo sito dell'Agenzia spaziale italiana parla alle persone e sogna un'avventura condivisa


L'Agenzia spaziale italiana (Asi) è online con una veste grafica completamente rinnovata. Il lancio del nuovo sito web corona la serie di iniziative promosse per festeggiare i 20 anni dell'istituzione dell'Agenzia.

E così, dopo aver portato in Italia la navicella russa Soyuz e allestito nel centro di Milano una mostra fotografica sullo spazio, l'Asi presenta una piattaforma web profondamente innovativa: nei colori, nel linguaggio, nel target a cui mira.

L'obiettivo di questa operazione appare piuttosto chiaro già dalla homepage del sito: una pagina corta, interamente visibile a schermo e costituita quasi esclusivamente da link e immagini/slogan.

Fin dalla prima occhiata si ha la percezione di non trovarsi di fronte a una vetrina istituzionale, quanto a un giornale di spazio, con aree multimediali e sezioni tematiche. Una barra dei menu permette comunque a tecnici e operatori di arrivare direttamente ai contenuti scientifici.

Homepage - il nuovo portale dell'Agenzia Spaziale Italiana
Homepage - il nuovo portale dell'Agenzia spaziale italiana

Certo, il navigatore che per la prima volta incontri il sito è invitato a curiosare fra immagini, video e storie dell'agenzia: un'animazione trasforma in costellazione le cinque aree tematiche (esplorazione dello spazio, osservazione della Terra, abitare lo spazio, telecomunicazioni e navigazione, accesso allo spazio) dalle quali si accede ad altrettanti portali scientifici; nella parte inferiore, ampio spazio è dedicato alle news e agli eventi.

Il volto umano delle imprese spaziali

L'Asi intende svecchiare la sua immagine e punta sulla comunicazione.

Una precisa scelta strategica secondo quanto afferma l'Asi sul suo sito nel benvenuto del Commissario Enrico Saggese: la comunicazione è "essenziale per qualunque istituzione e più che mai per chi, come l'Asi, ha il compito di far conoscere al grande pubblico argomenti complessi ma affascinanti". Anzitutto un dovere nei confronti dei cittadini, potremmo aggiungere, dal momento che il 20% dei fondi per la ricerca viene oggi investito nel settore aerospaziale.

L'obiettivo del sito è, dunque, raccontare agli italiani uno spazio che "è loro: una loro conquista e una loro risorsa". Dal fondale di stelle affiorano una madre con la propria figlia, entrambi, adulto e bambino, stupiti di fronte alle immagini del pianeta Terra e poi ancora un ragazzino a bocca aperta di fronte a un razzo che prende il volo.

Lo sforzo di essere "meno macchine" e "più persone" è una strategia retorica e comunicativa che segna un evidente punto di rottura con le altre agenzie europee.

La via italiana alla comunicazione istituzionale

L'Esa (Agenzia spaziale europea), la tedesca DLR (Deutsches Zentrum für Luft und Raumfahrt) o la francese CNES (Centre National d'Études Spatiales), non solo propongono un'ormai vecchia impostazione web, verticale, affollata e didascalica, ma prima di tutto fanno un utilizzo del sito tecnico e di servizio. Non antepongono in alcun modo l'aspetto comunicativo alla funzionalità.

Altrettanto distante dall'Asi appare lo stile cinematografico e celebrativo della Nasa. Il portale dell'Agenzia statunitense, fin dalla prima pagina, interroga ripetutamente il navigatore e si prende una confidenza a cui noi, almeno in Italia, non siamo abituati: dimmi chi sei e ti dirò cosa cerchi.

Questi due stili, differenti e in qualche modo antitetici, palesano a ben vedere i rapporti che intercorrono fra agenzia e cittadini: da un lato la discussa capacità dell'aerospaziale europeo nel tessere un rapporto con la collettività e giustificare gli investimenti giganteschi fatti nella ricerca; dall'altra il desiderio statunitense di reinstaurare un dialogo a tu per tu con il popolo americano, ormai dimentico del sogno spaziale – ci è voluto il disastro del Columbia per riaccendere i riflettori su Cape Canaveral nel 2003, dopo anni di buio mediatico.

È in mezzo a questo gap che si colloca l'esperienza dell'Asi. Il sito può diventare megafono delle numerose iniziative che l'istituzione sta prendendo sul tutto il territorio italiano ed essere propulsore di una nuova strategia di comunicazione, sulla scia di quanto hanno saputo fare, per esempio, Stati Uniti e Russia nella storica corsa allo spazio. Raccontare, liberandosi dalla retorica, la storia di un settore nel quale l'Italia ha mostrato di saper eccellere fin dagli anni Sessanta, quando fu il terzo paese al mondo a mettere in orbita un proprio satellite, il San Marco.

Stiamo a vedere.

( 22 febbraio 2009 )


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