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Recensione

Anche i supereroi litigano sul nucleare

Watchmen (Zack Snyder, USA 2009)


Mentre in Italia si ripropone nucleare, costruendone un'immagine pulita e sicura, stupisce questo film che presenta l'energia atomica per uso civile in chiave piuttosto negativa, o quanto meno ambigua.

È l'anno 1988. Ma non del nostro mondo. Watchmen, infatti, è ambientato in una realtà alternativa, in cui fin dagli anni Cinquanta esistono vigilantes mascherati che sgominano il crimine.

L'influenza dei supereroi ha cambiato la storia in più punti: Nixon è al suo quinto mandato elettorale, in Vietnam hanno vinto gli Stati Uniti e la guerra fredda non sembra arrivare a nessuna conclusione. Le due superpotenze restano sospese sull'orlo di un conflitto che, con l'utilizzo di potentissimi ordigni atomici, minaccia di spazzare via gran parte della razza umana.

Il governo americano presenta al mondo il Dr Mahnattan (copyright Warner Bros)
Il governo americano presenta al mondo il Dr Mahnattan (copyright Warner Bros)

L'unico elemento che rimane immutato, nel passaggio dal nostro mondo a quello immaginario dei Watchmen, è il ruolo centrale del nucleare, cui sono legati la bomba atomica e, con essa, la supremazia americana, simboleggiati entrambi dal supereroe più potente di tutti: il Dr Manhattan.

Dr Mahnattan

Jon Osterman, fisico nucleare, studia la struttura della realtà in un gigantesco laboratorio governativo. A causa di un incidente durante un esperimento, viene apparentemente disintegrato, per rinascere come Dr Manhattan. Il nome dice tutto: il progetto Manhattan portò alla costruzione delle bombe atomiche che caddero su Hiroshima e Nagasaki.

I poteri illimitati, la capacità di alterare le strutture a livello subatomico e quindi di usare a proprio gusto le leggi della fisica quantistica fanno del Dr Manhattan il simbolo e lo strumento del dominio militare americano, tanto che viene sfruttato dall'esercito in vari conflitti.

Ozymandias, lo scienziato supereroe, studia le energie alternative (copyright Warner Bros)
Ozymandias, lo scienziato supereroe, studia le energie alternative (copyright Warner Bros)

Per la sua straordinaria potenza è più simile a un dio che a un uomo: essere superumano lo rende progressivamente disumano, insensibile ai sentimenti e ai dolori della nostra specie. Non a tal punto, però, da restare indifferente alle preghiere di Spettro di Seta, la sua compagna, che lo induce a tornare sulla Terra, per soccorrere ancora una volta gli umani, dopo che lui aveva deciso di abbandonarli definitivamente al loro destino.

Ambiguità senza soluzione

La trama del film, con lo scontro tra supereroi che inscena, è metafora delle due principali alternative ancora oggi in campo circa l'utilizzo dell'energia nucleare.

In Watchmen, abbiamo da un lato il Dr Manhattan, Ozymandias, e, al loro seguito, Gufo nero, disposti a tollerare l'uccisione di qualche migliaio di persone, pur di salvare l'intero pianeta dal conflitto atomico; dall'altro Rorschach, intransigente e massimalista, deciso a non accettare la logica del "fine giustifica i mezzi".

Nessun compromesso (copyright Warner Bros)
Nessun compromesso (copyright Warner Bros)

L'energia nucleare pone un analogo dilemma: è giusto utilizzarla, anche se presenta inevitabili effetti collaterali, come scorie e problemi di sicurezza? Oppure occorre rimanere intransigenti, anche quando ci si trova – com'è il caso dell'Italia, oggi giorno – sotto l'urgenza di forti pressioni economiche?

Nel film non viene data una risposta chiara e rimane l'ambiguità. Watchmen rappresenta bene, così, un dibattito attuale, ancora lontano da una possibile soluzione.

( 14 aprile 2009 )


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