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Dossier Nuovo nucleare italiano

Ambientalisti nuclearisti

Il ritorno all'energia prodotta dall'atomo ha aperto un forte dibattito nel mondo ecologista, che ora si trova schierato su due fronti contrapposti


L'iter parlamentare per l'approvazione del decreto legge per la messa a punto del nuovo piano nucleare è ormai concluso.

Già dall'annuncio del ministro dello sviluppo economico Scajola di dare seguito al programma elettorale del centro desta che prevedeva il ritorno all'atomo, si era acceso un vivace dibattito: i sostenitori del nuovo piano energetico hanno presto dovuto rispondere alle obiezioni di un'opinione pubblica ancora scettica e spesso contraria.

Il punto più delicato resta quello del permitting: dove localizzare le centrali e i siti di stoccaggio delle scorie radioattive.

Questa scelta comporta necessariamente il confronto con la cittadinanza e gli enti locali.

Proprio su questo punto si era scatenata nel 2003 la rivolta dei cittadindi Scanzano Jonico, che aveva costretto il governo a fare dietro front sulla decisione di istituire il deposito nazionale di rifiuti radioattivi

Con una sostanziale differenza: oggi, per la prima, volta il mondo ambientalista non si è presentato compatto all'appuntamento. Alle posizioni antinucleariste di buona parte del movimento si contrappongono alcune importanti voci fuori dal coro, che suggeriscono una linea più morbida verso il nostro futuro nucleare.

Campagna antinucleare - fonte: www.flickr.com
Campagna antinucleare - fonte: www.flickr.com

A spostare oggi l'ago della bilancia a favore dell'atomo sarebbe la necessità di placare in maniera sostenibile la nostra crescente fame di energia. E il nucleare - secondo una parte del mondo ambientalista- è l'unica fonte energetica sfruttabile su larga scala che non produce emissioni di CO2 a effetto serra.

Ma tra sicurezza e sostenibilità si delineano soluzioni molto diverse.

C'è chi dice NO

La posizione ufficiale delle associazioni, Legambiente, Greenpeace e Wwf in testa, rimane quella tradizionalmente antinuclearista. Molte le problematiche messe in luce, prima fra tutti quella delle scorie, tutt'ora irrisolta in tutto il mondo.

Raccolta di rifiuti radioattivi - fonte: www.flickr.com/Photo: Simen Svale Skogsrud
Raccolta rifiuti radioattivi - foto: Simen Svale Skogsrud

Problemi altrettanto gravi, sottolineano gli ambientalisti del no, sono rappresentati anche dalla produzione e arricchimento delll'uranio, un minerale di cui c'è scarsa disponibilità localizzata in paesi non sempre politicamente stabili; non ultimo, le ingenti spese legate alla costruzione degli impianti e allo smantellamento delle centrali in disuso – il decommissioning - che ne rendono impossibile la realizzazione senza il sostegno di finanziamenti statali, e gli onnipresenti rischi di inquinamento radioattivo.

Ambientalisti nuclearisti

Contro le argomentazioni antinucleariste è emersa con forza la voce di Chicco Testa, fondatore ed ex presidente di Legambiente, che definendosi "ambientalista nuclearista" considera il nucleare una tappa necessaria. "Perché - sostiene Testa - se l'effetto serra è il problema numero uno, tutti gli altri vengono di conseguenza".

L'approccio di Testa sembra essere non trionfalistico, ma pacatamente realista: "Non è spiegabile l'accanimento contro l'energia nucleare. Senza di essa, avremmo un aumento dell'inquinamento e un incremento dei costi dell'energia". E continua: "Solo la cooperazione fra diverse fonti, ovvero una continua mitigazione dell'impatto di quelle fossili, lo sviluppo di fonti rinnovabili e l'uso efficiente dell'energia che già si produce, è in grado di rispondere ai nostri bisogni. Il nucleare è un pezzo importante di questa strategia".

Minerale uranifero - fonte: www.flickr.com
Minerale uranifero - fonte: www.flickr.com

Interrogato sul piano energetico del governo, si esprime così: "Scajola mi trova d'accordo: 50 % di combustibili fossili perché per ora non possiamo farne a meno, 25 % di rinnovabili e 25 % di nucleare".

Testa però non rappresenta un caso isolato: importanti figure del movimento ambientalista, come Patrick Moore, tra i fondatori di Greenpeace, lo scienziato britannico James Lovelock, e Stewart Brand, hanno invitato gli ambientalisti ad abbracciare il nucleare, per liberare le nostre società dalla dipendenza dai combustibili fossili.

La principale argomentazione degli "ambientalisti nuclearisti" è che le rinnovabili, da sole, non sono ora come ora in grado di sostituire le fonti fossili: ancora troppo costose, con molti limiti tecnici, e un contributo energetico in fin dei conti limitato.

Alcune scelte sembrano confermarlo: Svezia, Germania, anche gli stessi Stati Uniti, non sono stati in grado di rinunciare a questa opzione, al di là delle intenzioni.

( 11 luglio 2009 )

Il decisionismo del governo e l'accordo con la Francia lanciano il piano energetico nazionale, che prevede il ricorso all'energia dell'atomo. L'opinione pubblica è cambiata. Ma il consenso non è assicurato


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