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Dossier Quel che resta di... Babele

2008: un anno per salvare le lingue

Progetto dell'ONU, iniziative organizzate dall'Unesco


Ristrutturiamo l'antica Torre di Babele! All'Unesco il compito di coordinare i lavori. Il pericolo d'estinzione della biodiversità è noto, ma pochi sono consapevoli dell'analoga emergenza che interessa il nostro patrimonio linguistico.

Dal 2000 si celebra ogni 21 febbraio la "Giornata internazionale della lingua madre", quest'anno l'Onu ha deciso di trasformare la celebrazione in un progetto più ampio e ha proclamato il 2008 "Anno internazionale delle lingue", affidando all'Unesco l'organizzazione e la promozione delle iniziative. Era necessario un segnale più deciso e un intervento che non si esaurisse nel ricordo di una giornata.


Le lingue contano! Non solo il 21 febbraio

"Di tutte le lingue parlate nel mondo, la più importante per l'avvio dello sviluppo emotivo e cognitivo del bambino è quella con cui impariamo a definire il nostro universo personale. La lingua dell'infanzia, dell'esperienza familiare intima delle prime relazioni sociali", è quanto afferma il Direttore generale dell'Unesco Koïchiro Matsuura nel discorso fatto in occasione delle celebrazioni del 21 febbraio, anniversario dell'eccidio di Dhaka in Bangladesh.

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Logo ufficiale dell'Anno internazionale delle lingue (UNESCO)

"Le lingue contano!": è lo slogan lanciato dall'Unesco per il 2008, proprio in occasione della "Giornata mondiale della lingua madre". Le lingue contano per la costruzione del mondo e della nostra identità, contano ai fini di un'integrazione sempre maggiore e di un sapere diffuso, contano sempre di più oggi. "Sono il cuore pulsante della vita economica, sociale e culturale", conclude Koïchiro Matsuura. Il nostro rammarico è che se ne contano sempre meno.


L'Unesco propone e accoglie il multilinguismo

L'Unesco vuole creare e sviluppare iniziative che favoriscano in ogni comunità l'uso della lingua madre, alla ricerca di un multilinguismo in cui tutte le lingue possano trovare spazio. Un anno internazionale dedicato alle lingue è un occasione per creare e proporre strategie, strumenti internazionali e legali di tutela come già si è provato a fare con la "Carta Europea delle lingue regionali e delle minoranze linguistiche" o con la "Convenzione per la Salvaguardia del Patrimonio culturale Immateriale" del 2003.

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International Mother Language Day Monument, Ashfield Park, Sydney, Australia (19 febbraio 2006)

L'invito dell'Unesco ai governi e alle istituzioni interessate, così come a ogni cittadino del mondo, è quello di promuovere attività volte a incrementare e proteggere tutte le lingue, soprattutto quelle minoritarie e in pericolo, favorendone l'uso nella formazione, nel cyberspazio, nella letteratura, nell'economia e in tutti i contesti sociali possibili; ciò, tuttavia, senza trascurare la necessità dell'acquisizione di almeno un'altra lingua internazionale. Nel nostro tempo, solo un multilinguismo maturo può permettere a tutte le lingue di trovarsi uno spazio in una società globalizzata come quella in cui viviamo.

Si tratta spesso di progetti interdisciplinari che l'Unesco propone e accoglie facendosene garante. Dal sito dell'agenzia internazionale, nel portale dedicato alle lingue, è possibile scaricare tutto il materiale promozionale e informativo dell'Anno internazionale insieme al modulo per presentare i propri progetti. Il risultato è un database consultabile, valido strumento di studio e informazione sulle attività svolte o in fase di svolgimento e sulle possibilità di intervento.


Obiettivi del millennio: salviamo una lingua, salviamo un mondo

L'Onu, attraverso l'Unesco, ha posto quindi la salvaguardia delle lingue come una delle grandi sfide dell'umanità. "Esse - dice ancora Koïchiro Matsuura - costituiscono un fattore strategico per progredire verso uno sviluppo sostenibile e per articolare in armonia il globale con il locale".

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Confusione di lingue, 1895 (Illustrazione di Gustave Dorè)

Negli ultimi anni, in vari documenti ufficiali, l'Unesco ha sancito lo stretto legame fra diversità culturale e diversità linguistica: quando una lingua muore, con essa se ne va un mondo di tradizioni, ricordi, espressioni e pensieri. Una lingua del resto ispira e crea conoscenza, oltre ad essere il tessuto che ci lega al resto del mondo. Preservare questa ricchezza è essenziale per salvaguardare cultura ed eredità storica di ogni società. Lasciare che muoia vuol dire perdere una risorsa inestimabile per la costruzione del futuro.


Quel che resta dell'antica Babele

E' una corsa contro il tempo: stando ai linguisti, ogni due settimane scompare una lingua. Entro questo secolo la metà dei circa settemila idiomi parlati nel mondo potrebbe svanire. Sono i dati preoccupanti che vengono riportati in uno studio del 2007 del "Living tongues institute for endangered languages" e del "National geographic society".

Un patrimonio di tremila lingue che rischia di soccombere sotto la pressione delle cosiddette "lingue dominanti", di quelle che 'vincono' a scuola e nei media, sotto la repressione politica; o perchè lingue parlate da piccoli gruppi, non più tramandate, destinate a morire con l'ultimo parlante. Un solo dato per chiarire il piccolo e grande tesoro che stiamo dimenticando: circa il 96% di tutte le lingue oggi è parlato solo dal 4% della popolazione. Un fenomeno enorme che interessa ogni angolo di questo mondo e che non risparmia certo l'Italia, terra dai mille dialetti.

( 28 giugno 2008 )

Lingue che scompaiono o che evolvono? L'Unesco promuove il 2008 Anno internazionale


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