La malattia neurologica va in scena su YouTube

di Fabio Bettani

CON I MIGLIORI FILMATI RACCOLTI IN UN VIDEO DI 3 MINUTI

Neuro Film Festival 2012

A New Orleans, il prossimo 22 aprile, oltre diecimila spettatori assisteranno alla premiazione finale di un concorso video che negli Stati Uniti furoreggia, nonostante l’assenza di lustrini e paillettes. Già, perché i giurati saranno neurologi provenienti da tutto il mondo, e la premiazione avverrà nell’ambito del 64° convegno annuale della American Academy of Neurology (AAN).

Sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema delle malattie neurologiche non è facile: l’Alzheimer, il Parkinson e la sclerosi multipla sono certo ben presenti nell’immaginario collettivo, ma pochi di noi si attivano in prima persona per sostenere (e finanziare) la ricerca medica in quest’ambito.

L’idea dell’AAN, lanciata nel 2010, è tanto banale quanto straordinaria: bandire un concorso in cui si invita lo stesso pubblico, il fantomatico popolo della Rete, a realizzare e montare videoclip per diffondere la consapevolezza del ruolo fondamentale della ricerca neurologica per la nostra società. È il Neuro Film Festival, una sorta di Telegatto delle neuroscienze, con un primo premio di tutto rispetto: un assegno da mille dollari e una vacanza alle Hawaii.

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Pink Glove Dance

di Gianluca Carta

UN BALLO PER SENSIBILIZZARE SUL CANCRO AL SENO

Tutto quello di cui avete bisogno è un paio di guanti rosa, tanta voglia di divertirsi e alcuni passi di danza messi insieme alla bene meglio.

Ecco, ora siete pronti per partecipare al prossimo concorso della Pink Glove Dance, iniziativa patrocinata da Medline, nata nel 2009 per sostenere la ricerca sul cancro al seno. Il tutto nasce senza grosse aspettative, con un video creato per conto della multinazionale statunitense, dove oltre duecento dipendenti del Providence St.Vincent Medical Center di Portland (Oregon, Stati Uniti) decidono di improvvisarsi scenografi e ballerini agitando per aria decine di guanti rosa, nuovo simbolo della lotta contro il cancro al seno. Un modo per sorridere davanti alla malattia e trasmettere vicinanza ai loro pazienti.

Nessuno però si sarebbe mai aspettato che nel giro di pochi mesi il video avrebbe segnato oltre dieci milioni di visualizzazioni su Youtube (oggi siamo oltre le tredici), dando vita a uno dei fenomeni virali di rete più esplosivi degli ultimi anni. Così è nato un concorso, con centinaia di medici e pazienti sopravvissuti alla malattia che si scatenano con i guanti rosa in bella mostra per sostenere la ricerca. In più, il portale della Pink Glove Dance è divenuto col tempo un luogo di incontro per pazienti, medici e chiunque voglia raccontare e condividere la storia personale della propria malattia.

Il concorso dell’anno passato (per la cronaca, ha vinto il Lexington Medical Center ma mai come in questo caso si può dire che l’importante è partecipare) ha (continua …)

Anche gli astronauti twittano

di Matteo Soldi

PAOLO NESPOLI CI PARLA DEL SUO RAPPORTO CON I SOCIAL NETWORK

Quando ti trovi in orbita a 400 kilometri da terra all’interno della Stazione Spaziale Internazionale, quello che puoi vedere affacciandoti agli oblò sono alcuni dettagli del nostro pianeta davvero mozzafiato. Se ciò che pensi in quei momenti è “mi piacerebbe condividere questo spettacolo con il resto del mondo”, i social network possono venire in aiuto.

Non so a quanti di noi avranno la fortuna di vedere la Terra dallo spazio: dev’essere un’esperienza indimenticabile. Una manciata di donne e uomini di tutto il mondo hanno questo privilegio. Tra loro ci sono anche alcuni italiani, tra cui Paolo Nespoli e Roberto Vittori, astronauti italiani dell’Agenzia Spaziale Europea che pochi mesi fa si sono trovati insieme sulla Stazione Spaziale Internazionale. (continua …)

Quale cittadinanza per le donne?

di Giuseppina Pulcrano

INTERVISTA A CHIARA SARACENO SU “CITTADINI A METÀ”

Chiara Saraceno, già ordinario di sociologia della famiglia presso l’Università di Torino, è autrice di numerosi testi sul cambiamento della famiglia e sulle politiche famigliari, sulle povertà, sulle politiche sociali e sulle problematiche di genere e femminili. Il suo libro più recente, Cittadini a metà: come hanno rubato i diritti agli italiani, invita alla riflessione su temi che possono sembrare scontati ma che costituiscono i pilastri mancanti per una vera democrazia. Perché la parità tra uomo e donna, solo dichiarata e non applicata nel lavoro, nella politica e nell’economia, marca la linea di separazione tra uno stato democratico e uno stato a metà.

“Le disuguaglianze sociali fondamentali”, dice Saraceno, “sono, infatti di due tipi. Esse riguardano da un lato l’accesso alle risorse materiali, dall’altro il potere di influire sulle condizioni di vita proprie e altrui e di ottenere riconoscimento. Siamo di fronte a una democrazia bloccata e a una gerarchizzazione delle possibilità di cittadinanza, con cittadini di serie A e di serie B”.

Partiamo dal lavoro. Le donne sono ancora discriminate?

“La discriminazione c’è, ed è un percorso che inizia molto presto. Tra pochi giorni usciranno i dati di Alma Laurea che dimostrano come (continua …)

L’informazione non è (ancora) social?

di Marzia Filippetti

CON UN’INTERVISTA A SERGIO MAISTRELLO

Quella del Web 2.0 sarebbe una rivoluzione a metà, stando ai risultati di una ricerca commissionata da  Craig Newman, fondatore di Craiglist, per indagare quale siano i mezzi di informazione ritenuti più attendibili durante le prime battute della campagna elettorale per le presidenziali negli USA. Le risposte degli intervistati (1001 americani suddivisi per appartenenza politica, genere, razza e età) indicano che i giornali tradizionali in formato cartaceo detengono ancora il primato relativo della credibilità (22%) mentre i social network non godono di altrettanta fiducia (solo il 6% del campione li giudica affidabili). Ma non è tutto. Più di un terzo dei partecipanti alla ricerca (il 34%) ritiene che queste fonti abbiano un effetto negativo sulla qualità delle notizie. Insomma, i social arriverebbero ultimi nella corsa all’informazione di qualità danneggiando, per di più, l’intero sistema mediatico, colpevole a sua volta di farne un cattivo uso.

Passi pure la natura circoscritta della ricerca, così come il delicato contesto in cui è stata condotta (non immune a colpi bassi giocati spesso sul web). Eppure, resta legittimo chiedersi se i suoi risultati possono essere esportati alla realtà italiana, sia in termini di attendibilità percepita delle diverse fonti d’informazione, sia nel rapporto tra social network e mezzi tradizionali. Abbiamo posto le due questioni a Sergio Maistrello, giornalista e esperto di new media. (continua …)

E-ELT, il grande occhio verso l’universo

di Matteo Soldi

Una “cattedrale” della scienza in pieno deserto cileno: questo sarà l’European-Extreamly Large Telescope (E-ELT), il telescopio ottico-infrarosso più grande al mondo, che verrà realizzato entro una decina d’anni dall’European Southern Observatory (ESO) nel deserto di Atacama, sulle Ande cilene, in località Cerro Amazones, a 3060 metri di quota. La sua progettazione e realizzazione, ai limiti delle attuali capacità tecnologiche, vedono coinvolti una quindicina di Paesi membri dell’ESO, tra i quali l’Italia.

E-ELT è un telescopio della classe dei 40 metri, quasi la metà di un campo da calcio. Grazie alla sua imponente struttura riuscirà a raccogliere una quantità di luce 15 volte maggiore rispetto a quella raccolta dai telescopi più all’avanguardia della classe di 8-10 metri attualmente in uso.

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Il volo dei neutrini dal Gran Sasso ai social media

DAI RUMORS AL COMUNICATO UFFICIALE, DODICI ORE DI STORIFY

di Fabio Bettani

Ancora una volta, più che il paper, poté il quotidiano a caccia di scoop.

Era il 22 settembre 2011 quando, in piena crisi finanziaria e politica, il Giornale pubblicava una sibillina intervista ad Antonino Zichichi. Dalle pagine del quotidiano di Paolo Berlusconi il mondo scopriva così gli sbalorditivi risultati dell’esperimento OPERA, condotto ai Laboratori Nazionali del Gran Sasso: dalle misure del tempo di volo dei neutrini prodotti a Ginevra era stata inferita, per queste elusive particelle, una velocità superiore a quella della luce. In un colpo solo, il Giornale batté sul tempo il paper ufficiale su arXiv e anche le redazioni giornalistiche concorrenti, intente a rispettare religiosamente il tradizionale embargo della notizia (come ci spiega Marco Cattaneo di Le Scienze nel suo blog).

Esattamente cinque mesi dopo, il copione è lo stesso. Nella serata del 22 febbraio 2012 Science Insider, costola di Science dedita a rivelazioni e notizie dell’ultim’ora, annuncia in anteprima mondiale che i neutrini hanno “frenato”: (continua …)

Metano in area protetta, a Oristano un comitato fa discutere

di Gianluca Carta

Nei pressi di Arborea, in Sardegna, mancano pochi mesi all’inizio dei lavori di perforazione per verificare la presenza di gas naturale. Il progetto, finanziato dalla raffineria Saras, prevede la costruzione di un pozzo esplorativo in un sito posto a poche centinaia di metri da un’area protetta. Un gruppo di cittadini, contrari all’installazione, ha formato un Comitato con l’obiettivo di ottenere informazioni più dettagliate sul progetto, in particolare sui rischi per il territorio e la salute umana.

“La vita non è fatta solo di metri quadrati e chilowattora”. La frase è di Bruno Paliaga, biologo e direttore dell’Area marina protetta di Capo Carbonara, in provincia di Cagliari. L’ha pronunciata ad Arborea (OR) durante l’assemblea del 28 dicembre 2011 promossa dal Comitato civico NoProgettoEleonora, nato in opposizione al progetto di trivellazione per l’estrazione del gas metano commissionato dalla raffineria Saras.

Ma facciamo un passo indietro. (continua …)

La scienza di Sanremo (fra astronavi e inni alla Natura)

di Enrico Bergianti

Sanremo 2012 è appena iniziato e gli astrofili sobbalzano sulla sedia. Un cielo stellato domina la scena, poi compare un’enorme astronave, protagonista della sceneggiatura di tutta la kermesse canora. Poi arriva il ballerino e coreografo Daniel Ezralow nei panni di un astronauta munito di bandiera italiana. Ezralow passeggia richiamando il “piccolo-grande passo” di Neil Armstrong. Astronomia nella coreografia iniziale, e poi? Dopo edizioni in cui si è parlato di eutanasia, aborto, malattia mentale, malasanità e ingegneria genetica, Sanremo 2012 fa invece qualche accenno all’invecchiamento e offre una celebrazione romantica della Natura.

Di sicuro, il rapporto con la tecnologia non è granché: già alla prima canzone infatti il sistema che gestisce il voto della giuria in sala non funziona, causando una feroce contestazione nei minuti finali. Rapporto conflittuale con la tecnologia a parte, a Sanremo 2012 non si parla troppo di scienza. E anche chi si aspetta qualcosa di “scientifico” dall’attesissimo Adriano Celentano, (continua …)

L’ultimo canto della gallina

di Paola Priore

“Nel pollaio non c’è pace…” così iniziava un vecchio proverbio italiano reso quanto mai attuale dalle cronache di questi ultimi giorni. Dopo la crisi economica e lo sciopero degli autotrasportatori, a distanza di qualche settimana è arrivata la grande depressione siberiana a portare ancora scompiglio non solo fra gallo e gallina, ma nell’intero settore zootecnico nazionale.

In un paese dove oltre l’80% delle merci viene movimentato attraverso il trasporto su gomma sfruttando una rete stradale e autostradale ormai insufficiente (dati Eurostat 2009), la neve o la serrata dei tir sortiscono il medesimo effetto: mettere in pericolo non solo gli animali “in viaggio” ma anche e soprattutto i numerosi allevamenti in affanno per la mancata consegna del mangime.

“La neve – sottolinea la Coldiretti – sta ostacolando le operazioni di soccorso degli animali rimasti privi di ricovero, ma anche le consegne dei mangimi necessari per l’alimentazione. Per salvare gli animali in pericolo sono intervenuti in molti casi la Forestale e la Protezione civile, ma per pulire le strade secondarie e garantire l’alimentazione degli animali si sono mobilitati anche molti agricoltori della Coldiretti con trattori utilizzati come spalaneve e spandiconcime adattati per la distribuzione del sale contro il gelo. Il grande freddo, però – spiega l’associazione – ha anche la conseguenza di far mangiare di più gli animali che consumano più energia per difendersi, riducendo quindi le produzioni. Un comportamento che – conclude la Coldiretti – riguarda anche le galline allevate a terra che depongono fino al 20% di uova al meno al giorno”.

Il settore zootecnico è quindi al collasso tanto da rivendicare, attraverso l’Assalzoo (Associazione nazionale tra i produttori di Alimenti zootecnici) la revoca del consueto blocco domenicale dei trasporti.

Cos’altro dovranno ancora sopportare allevatori e allevamenti? Come fare per arginare le perdite? (continua …)